Da anni nel momento in cui un gruppo musicale o un musicista si appresta ad esibirsi in uno spettacolo dal vivo, anche il più banale, sente parlare di agibilità E.N.P.A.L.S. (ente nazionale di tutela per i lavoratori dello spettacolo) una sigla che fa più paura da quando (2001) sono gli stessi ispettori S.I.A.E. a verificarne la presenza durante gli spettacoli. Come comportarsi per essere in regola? Io e gli altri della band ce lo siamo chiesti. Raramente abbiamo trovato qualcuno con le idee chiare, lo stesso sito dell’ente appare confuso. L’unica cosa su cui siamo sempre stati al corrente è che l’E.N.P.A.L.S. detrae una percentuale (il 32% sugli incassi). Ci siamo chiesti, ma se noi il 50% delle volte suoniamo gratis, come facciamo a dare il 32% di zero all’E.N.P.A.L.S.? Semplice, non si può suonare gratis. Almeno 50 euro di incasso. Come sempre dove c’è la SIAE c’è buio. Una serie di misteri racchiudono questa farraginosa macchina burocratica dello stato che mina e scoraggia le buone volontà dei giovani che si avvicinano all’arte e che devono fare i conti, non solo con la SIAE (che già grava su tutte le nostre spese culturali e che allontana i proprietari di locali, pub e lidi dall’organizzazione di qualsiasi evento musicale con tasse superiori agli ingaggi stessi dei musicisti che fanno sacrifici, studiando, acquistando strumenti, dischi , libri di partiture , preparando gli spettacoli, montando le strumentazioni e suonando) ma anche con l’E.N.P.A.L.S. nata per la “tutela del musicista”. La apparente soluzione, abbiamo pensato, sarebbe iscriversi all’E.N.P.A.L.S. una volta per tutte e pagare periodicamente la tassa sugli incassi (vale il 32% solo per incassi non superiori a 5.000 euro annui) ma sarebbe troppo facile, la macchina burocratica si attiva ancora una volta facendoci scoprire meandri nascosti che a loro volta celano altre insidiose trappole. Già, perché non ci si può iscrivere una volta per tutte ma deve essere il proprietario del locale ad iscriverci (se disposto a farlo), pagando una ulteriore tassa. Ma non finisce qui. Una volta iscritti se vogliamo suonare in un altro locale o per un qualsiasi altro ente (comune, università ecc.) bisogna ripetere le procedure precedentemente operate, ma…c’è dell’altro, I proprietari dei locali, che già sono restii a chiamare musicisti e gruppi in particolare per le esagerate spese che devono sostenere tra SIAE e spese del gruppo, non prenderanno mai l’iniziativa di chiamare un gruppo, pagare iscrizione all’E.M.P.A.L.S., tassa SIAE e spese gruppo. Delle volte per convincere i proprietari alcuni gruppi decidono di offrire gratis la prima prestazione e il più delle volte il proprietario nega anche questa possibilità perché non riescono a coprire tutte le spese. Questo è paradossale! Significa scoraggiare i giovani, permettere il loro sfruttamento, in quanto offrono le loro performance per pochi spiccioli o gratis e favorire la frode perché pur di suonare sono costretti a evadere le tasse sopra elencate. E’ uno scandalo! Inoltre, scopriamo anche che i comuni non mettono in regola nessuno, chiamano solo musicisti che sono coperti dall’E.N.P.A.L.S. tramite associazioni, agenzie ecc. Ci siamo informati ulteriormente proprio tramite gli uffici comunali della SIAE che ci hanno indicato l’unica strada perseguibile per risolvere al meglio le situazioni E.N.P.A.L.S., bene, l’unica soluzione è : informarsi con la camera di commercio, andare da un consulente commerciale (e pagare), fondare una associazione (e pagare), aprire una partita IVA (e pagare ogni anno) così da poter iscrivere l’associazione all’E.N.P.A.L.S. (e pagare) per poi presentare domanda per gli spettacoli a nome dell’associazione, che in seguito andrà a fatturare gli incassi (e pagare l’iva) e darà il 32% del lordo delle entrate all’E.N.P.A.L.S. Dopo alcuni brevi “conti in tasca”, su un guadagno di 200 euro andrebbero 64 euro all’E.N.P.A.L.S. e 40 euro allo stato, ne restano 96 (meno della metà all’associazione). Se consideriamo che una serata in una piazza o in un locale aperto richiede il noleggio di un impianto e a questo dobbiamo sommare le spese del trasporto strumenti e musicisti che aumenta all’aumentare dalla distanza del luogo dello spettacolo; rendiamoci conto che non ne vale la pena. Meglio acquistare una dose e andarci a drogare in strada, forse è questo che vuole lo stato da noi. Se si aiutano così i giovani spero di diventare vecchio prima possibile e andare a suonare in una casa di riposo, forse li non mi cercano storie.
Gabriele


1 commenti:
qualche giorno dopo scopro che lo stato, nella nuova finanziaria, ha previsto l’esenzione dall’E.N.P.A.L.S. per: minorenni, studenti e lavoratori che hanno già uno stipendio fisso (purché non superino gli incassi annui di 5.000 euro) perché sono già tutelati da altri enti (mitico Prodi). Il problema è che gli addetti SIAE non ammetteranno mai una cosa del genere. Andremo negli uffici a fare bordello.
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